PSICOMOTRICITA' FUNZIONALE

LA PSICOMOTRICITA’ FUNZIONALE COME “BEN-ESSERE”

La Psicomotricità Funzionale è una disciplina pedagogico-scientifica in aiuto alla persona di ogni età.

Trae origine da Jean Le Boulch ed è una scienza che continua ad affermarsi in tutto il mondo ed è riconosciuta dall’ASPIF, “Associazione Psicomotricisti Funzionali”. Caratterizzata da un orientamento sistemico, si avvale dell’analisi funzionale che riguarda aspetti neurofisiologici, mentali, affettivi, relazionali, motivazionali, motorio-posturali e operativi.

La psicomotricità funzionale prende in esame gli elementi significativi dello sviluppo della persona e consente di creare un approccio individualizzato con attività specifiche che sostengono e guidano l’individuo verso il proprio aggiustamento psico-fisico, nelle varie situazioni della vita.

Basandosi su una metodologia educativa, che favorisce lo sviluppo della persona attraverso il movimento e attività multidisciplinari e olistiche, persegue il raggiungimento di uno sviluppo che possa integrare aspetti cognitivi, emotivi e motori in modo armonico e funzionale all'’ambiente.  

Ogni intervento di aiuto viene attuato attraverso una sequenzialità progressiva di esperienze adatte alle esigenze della persona o del gruppo. Le esperienze proposte, a seguito di un’attenta osservazione e conseguente “Analisi Psicomotoria Funzionale”, fanno riferimento al Quadro Funzionale e sono volte ad offrire opportuni stimoli per sollecitare, sviluppare e potenziare:

1) La funzione di relazione con gli altri, con lo spazio, con gli oggetti

2) La funzione energetico-affettiva per quanto concerne la motivazione, l’ intenzionalità, l’ attenzione

3) La   funzione operativa di controllo del tono muscolare e l’organizzazione spazio-temporale.

E' dunque questa un'analisi che permette di scoprire i punti di forza e i punti deboli delle funzioni che si esplicano nei quadri biologico, neurologico e funzionale ed è a questi quadri che si collega un percorso personale.

Ogni individuo è unico per la propria genetica e per la propria esperienza di vita e l'intervento dello Psicomotricista Funzionale è fondamentale per ristabilire il legame tra mente, corpo e la sfera energetico-affettiva, affinché si possano trovare nuovi equilibri che permettono alla persona in difficoltà di acquisire nuove strategie per aggiustarsi al mondo, nella consapevolezza che gli aspetti corporei, affettivi e cognitivi formano un’unità indissolubile.

Tale disciplina può essere applicata non solo a bambini che presentano disarmonie e difficoltà in vari ambiti, ma anche a coloro che pur presentando uno sviluppo sereno ed armonico ne traggono grande beneficio in via preventiva. Si rivolge pertanto anche agli adolescenti, agli adulti e agli anziani che vogliano rientrare in contatto con la propria dimensione corporea,  ognuno per motivazioni diverse:   l’ adolescente per i cambiamenti a livello corporeo ed emotivo caratteristici del periodo evolutivo che sta vivendo; l’anziano per lavorare sulle potenzialità residue e ricostruire una memoria che parta dalla percezione del corpo vissuto; l'adulto per i disagi e le disarmonie che può trovarsi ad affrontare nel percorso di vita. Ad ogni età si trae un gran beneficio dalle tecniche di rilassamento ed espressivo corporee proprie della psicomotricità funzionale.

L’azione dello Psicomotricista Funzionale nel lavoro di gruppo, intende offrire opportunità di crescita attraverso la relazione, facendo assumere ad ogni individuo, attraverso esperienze mirate, una progressiva coscienza di sé, aiutandolo a percepirsi e a percepire l’ambiente intorno nel rispetto degli altri.

Il lavoro sulla relazione e sulle dinamiche comunicazionali ha come obiettivo quello di favorire un clima di fiducia, di rispetto e di collaborazione reciproca, promuovendo l’originalità e l’identità di ognuno come potenziale risorsa presente.

Attraverso l’approccio olistico della Psicomotricità Funzionale si intende restituire ad ogni membro del gruppo la possibilità di prendere coscienza del proprio vissuto corporeo, delle proprie emozioni, sensazioni, abilità ed interessi attraverso un autentico linguaggio espressivo.

Il gruppo fornisce al singolo la possibilità e l’occasione di esprimersi e comunicare, mettersi a confronto con gli altri e riconoscere negli altri parte di se.

Le attività puntano a stimolare e potenziare:

  • Una maggiore conoscenza ed accettazione di sé
  • Un miglior accomodamento del modo di essere
  • L’autonomia e l’accesso alle responsabilità nella vita sociale
  • L’autostima
  • L’espressività
  • La creatività
  • La disponibilità alla relazione

Il metodo Psicomotorio Funzionale è un valido sostegno nella didattica inerente ai Campi di Esperienza, come prevenzione ai Disturbi dell’Apprendimento, vista l’incidenza e l’aumento dei DSA nella popolazione scolastica.

La Psicomotricità Funzionale è una grande opportunità per preparare i bambini verso una crescita armonica, utilizzando come facilitatore il corpo e il movimento. Le funzioni psicomotorie sono manifestazioni dell’attività del sistema nervoso centrale e si sviluppano dalla nascita fino all’adolescenza, ciò significa che lo sviluppo psicomotorio si prolunga durante tutto il periodo della scolarità obbligatoria. Le funzioni psicomotorie devono svilupparsi in questo periodo insieme alle funzioni sensoriali e percettive che si trovano alla base delle “funzioni cognitive” rappresentate dalla ricezione sensoriale dell’informazione, dalla relativa organizzazione percettiva e dal prolungarsi della strutturazione percettiva con la rappresentazione mentale. 

L’insieme di queste funzioni cognitive e la sua interazione con le funzioni mentali, origina l’evoluzione dell’intelligenza, da quella senso-motoria fino a quella operativa secondo la descrizione di Piaget. 

Obiettivo dell’attività psico-motoria   è quello di consentire uno sviluppo regolare della funzione simbolica, verbale e grafica, collegata con la rappresentazione mentale della realtà corrispondente. I prerequisiti funzionali agli apprendimenti scolastici sono dunque prevalentemente corporei e motori, il cui sviluppo, collegato a quello del linguaggio espressivo, risulta essere l’elemento facilitante la scolarizzazione del bambino. Questa condizione dimostra che non è così importante lo sviluppo dell’intelligenza nel determinare i disturbi di apprendimento. Spesso è proprio la mancanza di un adeguato sviluppo delle percezioni estero e propriocettive, che non consente al bambino di avere un’adeguata rappresentazione mentale. 

Per tale motivo l’attenzione educativa deve essere posta soprattutto agli aspetti psicomotori, al fine di promuovere un aggiustamento globale attraverso esperienze senso-motorie e percettivo-motorie che mirano a rafforzare la funzione energetico-affettiva che fa del bambino uno “scolaro motivato” e sicuro delle proprie capacità. 

Le Boulch coniuga psichico e cinetico considerandoli in permanente interazione. L’individuo ha sempre un fine da raggiungere ed ottiene diverse risposte a seconda dell’intenzionalità strettamente legata alla motivazione e all’affettività.

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